Fino a Te, amarti è l’immenso per me.

Ho aperto i miei occhi e vedo fino a Te.

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I passi verso di te iniziano dodici anni fa, sono tanti ma non ancora abbastanza per raggiungerti. Voglio lasciare qui un po’ di ricordi del mio cammino fino a te per provare a contare tutti quei passi che ancora ci dividono.

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Ti penso maschio

Io continuo a pensarti maschietto. Da sempre, da quando ho sentito che saresti arrivato, da quando ho iniziato a crederci, ti sento solo maschio. A volte ti immagino anche femmina, certo, ma è una cosa meno viscerale. È proprio che se chiudo gli occhi e ti cerco nel mio futuro, vedo solo l’azzurro. Ma non è un desiderio, non è una preferenza, direi quasi un sesto senso. Mi sono interrogata spesso su questo… Forse, e sottolineo il forse, la mia è solo paura, una delle tante paure insomma. Non so se sarei all altezza di una femminuccia, non so se saprei gestire l arrivo del ciclo. Io non l ho mai avuto, io non lo so come si cambia un assorbente, non lo so quanto possa far male o scombussolare, io non lo so se potrò darti qualche dritta. Io non so nemmeno se c’è una logica nel comprare un certo tipo di assorbenti piuttosto che un altro. E una mamma fa anche questo… ed ecco, forse temo di non esserne capace fino a quel punto. Forse quel pazzo del mio inconscio mi fa immaginare un maschietto per questo. Sarebbe bello capire davvero cosa c’è dietro ogni nostro sogno e dietro ogni nostra sensazione. Io ogni tanto ci provo a capirlo, e il risultato è solo un po’ di ansia in più. Forse, ancora una volta, se la mia vita si colorerà di rosa, sarai tu ad insegnarmi qualcosa.

Voi vedete solo il bianco e il nero

Vi sorprendereste a vedere quanto è normale la nostra famiglia. La mattina ci svegliamo, beviamo in fretta il latte con qualche biscotto, qualcuno fa la fila al bagno e urla di sbrigarsi perché è tardi, sta per passare il pullman per la scuola, e no non si ha proprio voglia di andarci. A pranzo si fanno i capricci per mangiare la verdura ma poi ci si merita un dolcino alla fine. Ci laviamo i denti, facciamo i compiti anche se vorremmo fare un pisolino. E poi la spesa, le lavatrici, fuori piove e ritira tutto dentro. E lavare i piatti e cambiare le lenzuola. Organizzare i compleanni e le feste di Natale. Le domeniche dai nonni, le coccole sul divano. I baci della buonanotte, gli incubi di notti e gli abbracci per calmarsi. Voi vedete la diversità, ma siamo più normali di quanto possiate immaginare. Voi vedete il bianco e il nero, mentre noi ci viviamo l’arcobaleno!

Pensieri jamaicani, giugno 2018

Distante ma raggiungibile

Amami come se fossi un’isola… distante ma raggiungibile. Per caso tra le storie di Instagram ho ascoltato questa canzone di Biagio Antonacci, e subito ho pensato a te… Sei la nostra isola. Sicuramente lontana, ma non per questo irraggiungibile. Poi la canzone dice anche “pensare in fretta al nuovo giorno per vedersi e darsi pace solo quando arriverà”. E io ci penso sempre al tempo che passa che è solo un passo in più verso te e che tutta questa fretta di vivere passerà quando arriverai, perché finalmente avremo un presente fantastico da vivere insieme.

Mi darò pace solo quando arriverai amore mio!

Ti aspetto…

Marito e moglie!

Ebbene sì, mamma e papà si sono sposati!!!

È stata una giornata intensa, emozionante, strana, bella, stancante… ma sai cosa ha contato più di tutto? Noi pensavamo a te. Ci siamo scambiati le promesse pensando a te e soltanto a te. È così che abbiamo segnato un nuovo inizio verso te, verso la nostra famiglia. E adesso che siamo dall altra parte del mondo in viaggio di nozze, io ti cerco negli occhi di tutti i bambini che vedo… e sei sempre più bello qui nei miei sogni.

Lettera dal tuo papà

Durante il colloquio conoscitivo con le assistenti sociali dell’ASST e successivamente durante il corso ci hanno sempre chiesto come immaginavamo il bimbo adottivo che sarebbe diventato nostro figlio…per me non è mai stato facile, non sono mai riuscito con certezza a fantasticare sull’aspetto fisico e sul comportamento di questa piccola creatura….beh questa notte il mio cervello, il mio subconscio ha lavorato per me e non solo mi ha fatto immaginare questo ipotetico bimbo ma me l’ha fatto vivere.

Il sogno era talmente preciso nei dettagli che ancora ricordo tutto, non solo l’aspetto fisico ma soprattutto le emozioni che ho provato, che ho vissuto e che mi hanno accompagnato sia al mio risveglio che ancora adesso mentre batto su questa tastiera in ufficio

“come ti immagini questo bimbo?”….beh intanto era una femminuccia, 2-3 anni di età, piccina con i capelli corti di un colore castano chiaro; ricordo le sue piccole manine ed un bellissimo visino ma soprattutto gli occhi, con uno sguardo profondo ma spaventato…e già eri spaventata e con quegli occhi cercavi qualcosa o qualcuno o chissà cosa.

Ricordo che vagavi per casa cercando un angolo sicuro in cui nasconderti, probabilmente in cui pensare cosa ti stava accadendo, probabilmente per capire se ti potevi fidare di me, fidare di noi.

Cosa mai ti sarà successo prima di quel momento per farti dubitare di tutto??…era sera, la casa era semibuia con le sole luci soffuse della sala che illuminavano l’arredo; ti vedo nascosta in un angolo piegata su di te che guardi per terra, raggomitolata con le braccia attorno alle gambe.

Non so cosa fare ma mi avvicino piano piano, mi piego sulle gambe, ti guardo e cerco i tuoi occhi, gli sguardi si incrociano ed allora avviene; apro le braccia e sorrido, attendo impaziente e tu mi guardi, mi studi, poi vieni verso di me con tutte le tue incertezze e piano piano mi abbracci forte forte.

Sento ancora adesso il calore del tuo corpicino che mi stringe forte forte ed il tuo cuore che batte, batte tantissimo, quasi ad esplodere; questo momento è impagabile e poi….poi mi sveglio, agitato, felice e con mille domande…cosa potrò mai fare per una creatura così, dolcissima ma piena di incertezze, di paure, cosa mai avrà passato prima di quel momento? L’unica cosa che posso dire, pensare è che con la forza dell’amore che c’è tra papà e mamma tutto si potrà risolvere…..

Gianni Rodari

Pelle bianca come la cera

Pelle nera come la sera

Pelle arancione come il sole

Pelle gialla come il limone

Tanti colori come i fiori

Di nessuno puoi fare a meno

per disegnare l’arcobaleno.

Chi un sol colore amerà

un cuore grigio sempre avrà.

Gianni Rodari

Associazione di famiglie adottive

Ciao amore mio,

È da un po’ che non ti scrivo. Stai diventando una costante nella nostra vita, iniziamo a condividere questo sogno è questo reale cammino con chi ci è già passato, con chi ci sta passando come noi. Io e papà abbiamo avuto la fortuna di incontrare un’associazione di famiglie adottive e subito abbiamo deciso di farne parte! Parlare di te, del cammino fino a te, di noi, con chi davvero ha orecchie per ascoltare e occhi per capirti anche quando ti commuovi… è meraviglioso. Ci da una forza inimmaginabile. Ma sai cos altro ci da tanta forza? Vedere con i nostri occhi che tutto questo succede davvero, che le adozioni esistono sul serio, che i bimbi sono felici con i loro genitori. Una volta al mese noi “coppie in attesa” facciamo da baby sitter ai bambini di quelle famiglie che nel frattempo presenziano al gruppo “post adozione”. È un’esperienza stravolgente, è vita, è la nostra vita e iniziamo a riconoscerla. Sai, fino a qualche mese fa ero ferma sul dare la mia disponibilità a un bimbo piccolo, fino ai tre anni, perché ti ho sempre immaginato così… sarà che sono piccola anche io a meno di 27 anni. Ma ad uno di questi incontri di baby sitter, in un momento inaspettato, un bimbo di circa 6-7 anni è venuto da me e mi ha abbracciato forte. E prima di andare via quel giorno ha continuato ad abbracciarmi ancora. Il mio cuore si è sciolto in mille pezzi, ero così emozionata, così contenta. Ho pensato una cosa così banale però tanto difficile da capire quando ci sei dentro… uno, due, cinque, dieci anni… tutti i bambini hanno bisogno di affetto, di coccole, di abbracci. Ma soprattutto di una mamma e di un papà. È come se gli abbracci di quel bambino mi avessero aperto il cuore, spostato più in là i paletti della mia testa, eliminato alcune paure. Questa associazione ci serve ad andare oltre il nostro immaginario e ad essere più concreti, realistici. A superare certe paure. Ad aprirci a te, senza mettere troppi paletti o limiti tra noi e la nostra famiglia.

E nulla, volevo solo dirtelo… Dirti che ci stiamo lavorando molto, che stiamo smussando gli angoli, che noi continuiamo ad aspettarti.